Urbani e identitari, i 3 Cammini di Mònde dal Neolitico alla Seconda Guerra mondiale

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Urbani e identitari, i 3 Cammini di Mònde dal Neolitico alla Seconda Guerra mondiale

Ogni cammino autentico comincia sempre da un imprevisto. Ovvero, quell’inciampo non programmato, ma che accade e costringe a cambiare passo, sguardo, direzione. È questo, infatti, il fil rouge dei Cammini di Mònde: un’idea di viaggio che non è un semplice itinerario lineare, ma un’immersione totale tra storia e natura alla riscoperta delle antiche vie dei pellegrini e delle tracce millenarie dell’uomo. L’edizione di quest’anno, si presenta con tre appuntamenti imperdibili alla portata di tutti i camminatori, tre cammini urbani molto identitari. Eccoli.

Venerdì 29 maggio, dalle ore 17:00 – “Foggia, città della Transumanza”, un viaggio per riscoprire il legame viscerale della città con i tratturi e i pastori.
Il cammino parte da piazza Federico II, dove probabilmente sorgeva la Vecchia Dogana già dal 1468, per raggiungere il vicino Palazzo Dogana in piazza XX settembre, centro nevralgico della macchina burocratica che regolava pascoli, tributi e registrazione delle greggi.
Le antiche carte raccontano una Foggia punto di convergenza dei grandi tratturi, arterie erbose percorse per secoli da uomini e animali. Seguendo idealmente quei tracciati si raggiunge il Piano delle Fosse, storica area destinata alla conservazione del grano, e poi l’Epitaffio, monumento eretto nel 1651 nel punto d’inizio del Tratturo Regio Foggia-L’Aquila, durante il regno di Filippo IV.
Il cammino si conclude al Cappellone delle Croci, lungo l’antico percorso tratturale: un luogo che racconta la religiosità popolare legata alla fatica del viaggio, alla devozione e al senso profondo del camminare.
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Il primo dei tre Cammini di Mònde 2026


Sabato 30 maggio, dalle ore 10:00 – “Camminare nel tempo. Sulle tracce del Neolitico”, un percorso urbano alla scoperta delle radici più antiche della Daunia.
Il cammino inizia dal Parco urbano e archeologico Campi Diomedei, oggi spazio verde urbano ma realizzato sopra un’area abitata già nella prima metà del VI millennio a.C. Gli scavi archeologici condotti negli anni hanno restituito resti di villaggi neolitici: fossati concentrici, muretti in pietra a secco, superfici acciottolate, tracce di combustione e strutture che raccontano la nascita delle prime comunità stabili.
Il cammino prosegue in via Romolo Caggese, alla Biblioteca di Economia dell’Università di Foggia, dove è ancora visibile un tratto del fossato perimetrale neolitico. Qui gli scavi del 2013 hanno riportato alla luce anche due sepolture attribuibili a una fase iniziale del Neolitico medio, nella seconda metà del VI millennio a.C.
L’ultima tappa è la Villa Comunale. Un luogo familiare, quotidiano, che conserva però testimonianze di frequentazioni antichissime databili tra il V e il IV millennio a.C.
Un cortocircuito temporale che rende evidente quanto la città contemporanea continui a poggiare, letteralmente, sopra una memoria millenaria.
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Domenica 31 maggio, dalle ore 10:00 – “Foggia900. Dalla grande Foggia alla grande guerra. Itinerario nella memoria per attraversare i cambiamenti e le ferite del secolo scorso.
Il cammino prende avvio dalla Stazione ferroviaria e da piazza Vittorio Veneto, simboli della Foggia città-nodo, cresciuta con l’industrializzazione ottocentesca, diventata nodo strategico militare nella Grande Guerra, la prima Guerra mondiale, e, perciò, segnata drammaticamente dai bombardamenti del 1943 della seconda Guerra mondiale.
Si attraversano poi piazza Cavour, piazza Italia e corso Garibaldi, luoghi della cosiddetta “Grande Foggia”, stagione urbanistica che immaginava una città moderna, monumentale, proiettata verso il futuro. Il percorso tocca anche il Municipio e il Piano delle Fosse, tra sventramenti urbani e memorie cancellate.
Il viaggio si conclude davanti al pronao della Villa Comunale e al Museo della Memoria del ’43: simboli di una città che prova a trasformare il ricordo in energia creativa e consapevolezza collettiva.
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Tutti i Cammini sono a cura di ArcheoLogica, una società che si occupa di ricerca, valorizzazione e comunicazione nell’ambito dei beni culturali, con particolare attenzione ai beni storico-artistici e archeologici.
La partecipazione è gratuita, ma la prenotazione è obbligatoria.
“Mònde 2026” è un invito a fermarsi in un punto di passaggio e a lasciarsi attraversare dalle storie. Perché, che sia su uno schermo o lungo un sentiero, l’avventura vera comincia solo quando finisce il programmato.

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